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September 11, 2013

Blast from the Past: Morphine - Cure for Pain



Notti insonni? Crisi di astinenza? Pecore smarrite? Non rimane che ascoltarci insieme i Morphine: figli del sonno e della notte, cose sognate e raccolte in soli tre album "low rock".
Cure for Pain (1993) è il loro secondo album: canzoni lanciate nello spazio come un mazzo di papaveri rossi;  ma se il dolore risultasse insopportabile vi consiglio di aumentare la dose con il progressivo ascolto del terzo disco dei Morphine intitolato YES - e in particolare il brano free love - dove il sax di Dana Colley induce una sensazione di ellittico benessere uditivo, e la voce indimenticabile di Marc Sandman una nera inebriante euforia di abbracciare un futuro incerto. Vera musica insomma, che comporta dipendenza e mania. Because love, love is expensive

(iv)

December 16, 2012

Everybody needs The Rolling Stones, Now! (1965)





 Eh sì, eh già, un giorno mi stuferò di alimentare questa piattaforma, ma non ancora, per vostra fortuna. Buona domenica dunque con the World’s Greatest Rock and Roll Band, in due parole: The Rolling Stones, che ancora una volta, con una piccola enorme apparizione al Hurricane Sandy Benefit Concert di New York hanno fatto la differenza tra una catapecchia e il partenone 

 Track Listing 
01 00:00 "Everybody Needs Somebody to Love" 
02 02:56 "Down Home Girl" 
03 07:06 "You Can't Catch Me" 
04 10:43 "Heart of Stone" 
05 13:30 "What a Shame" 
06 16:32 "Mona (I Need You Baby)" 
07 20:04 "Down the Road Apiece" 
08 22:57 "Off the Hook" 
09 25:30 "Pain in My Heart" 
10 27:39 "Oh Baby (We Got a Good Thing Goin')" 
11 29:45 "Little Red Rooster" 
12 32:48 "Surprise, Surprise" 

saluti, ilari

December 7, 2012

Interpol - Turn On The Bright Lights. The 10th Anniversary Edition (Digital Version)





Dieci anni fa usciva Turn on The Bright Lights, lo straordinario album di debutto della band anglo-newyorkese Interpol.

Il disco fu registrato nel novembre 2001 nel Tarquin Studios, lo studio di registrazione ospitato all'ultimo piano di un edificio del Connecticut, e un tempo sede di un ospedale per bambini disabili mentali.

Undici tracce; ballate di una città invisibile, contrappuntate da testi criptici e ritmi catatonici, scanditi dalla voce (e chitarra) pungente di Paul Banks, dalla batteria possente di Sam Fogarino, dal formidabile basso di Carlos D e dalla chitarra atmosferica di Daniel Kessler. 

Ground zero più che post-punk, per un disco lucido, polveroso e claustrofobico dove ieri, come oggi, il tutto risuona come un revival sotto choc, per sempre immerso in un altro luogo: quello della melanconia e del lutto, del tempo che passa e distrugge, strappa e incanta al nuovo. 


Well, she was my catatonic sex toy, love-joy diver
She went down down down there into the sea,Yeah she went down down down there, down there for me, right on


Un disco topico, ingegnato da Pete Katis e mixato da Gareth Jones che la Matador Records dieci anni dopo ripresenta in versione "remastered" e arricchita di perle ripescate nell'archivio della band: 

Interpol’s  The 10th Anniversary Edition (Digital Version)



THE BONUS MATERIAL
1. Interlude (iTunes single) §
2. Specialist (Interpol EP)
3. PDA (First Demo, 1998) §
4. Roland (First Demo, 1998) §
5. Get The Girls (Song 5) (First Demo, 1998) §
6. Precipitate (2nd Demo, 1999) §
7. Song Seven (Original Version) (2nd Demo, 1999) §
8. A Time To Be So Small (Orig Version) (2nd Demo,1999)
9. Untitled (Third Demo, 2001) * =
10. Stella (Third Demo, 2001) * =
11. NYC (Third Demo, 2001) =
12. Leif Erikson (Third Demo, 2001) * =
13. Gavilan (Cubed) (Third Demo, 2001) †
14. Obstacle 2 (Peel Session, 2001) =
15. Hands Away (Peel Session, 2001) =
16. The New (Peel Session, 2001) * =
17. NYC (Peel Session, 2001) * =
§ unreleased on vinyl
* unreleased recording
† unreleased song
= only included on bonus coupon in vinyl package

saluti, ilari

November 27, 2012

The Yardbirds - Roger The Engineer (1966)


Una delle mie band preferite in assoluto: The Yardbirds. Blues ferocemente elettrico, per un gruppo composto da membri che ricordano le celle stagne piene di gas -altamente infiammabili come l'idrogeno e una spinta aerostatica senza precedenti. UFO insomma, oggetti sonori più leggeri dell'aria, suoni spaziati e fuzz tone: chiamala psichedelia se vuoi, ma in senso proprio, come dilatazione dell'anima. 
The Yardbirds : Keith Relf, Chris Dreja, Eric Clapton, Paul Samwell-Smith, Jim McCarty; Jeff Beck al posto di Clapton, Jimmy Page al basso, e ancora, Jimmy Page alla chitarra: solisti per eccellenza, in un andirivieni fino al 1968 quando il gruppo si scioglie e le celle prendono quota, ognuna con la sua forma ben affusolata. Qualcuna cade sulla terra, qualcuna viene sparata nel firmamento. La mia canzone preferita? Shapes of Things (1967)  before my eyes. 
E se avete un po' più di tempo riascoltate Roger the Engineer del 1966.

 tanti saluti, ilari

October 4, 2012

Frank Zappa (The Mothers of Invention) - We're Only in It for the Money



Dieci anni prima della deflagrazione del punk fu concepito un disco memorabile per impatto politico e cura nel confezionamento: We're Only in It for the Money, il terzo album di Frank Zappa con The Mothers of Invention.

Alla suprema risata dei Beatles, parabola sonora di una galoppante ebefrenia sociale, Zappa rispose con un serissimo appello di ritorno alla realtà attraverso una feroce parodia del tempo. A partire dalla decisione di rimettere in scena la copertina dell'ottavo e titanico album dei "Fab Four"
 SgtPepper's Lonely Hearts Club Band, pubblicato nel giugno del 1967, anno cruciale per l' "estate dell'amore" e per l'abortion Act, la legge che ha introdotto l'aborto in Gran Bretagna.




Come tutti già sapete, il celebre collage di ospiti illustri - attori, musicisti, poeti, scrittori, commedianti, ballerini, psichiatri e occultisti, assemblato da Jann Haworth e Peter Blake e fotografato da Michael Cooper nel marzo 1967 per la copertina apribile - 
vede i quattro componenti, realizzati in cera, indossare l'uniforme Northern Brass Bandcircondati da detriti pop, sony television, oggetti kitsch sottratti a fiabe e quotidiano, tra cui un nano da giardino.
Erano gli invitati al grande rito circense dell'immaginazione per celebrare l'inner groove di una gioventù stupefatta in via di estinzione, con tanto di titolo dell'album miliare iscritto sulla pelle della grancassa da Joe Ephgrave, decoratore di luna parke la deposizione del nome "Beatles" in un flower-bed.  

Per la cover freak di We're Only in It for the Moneyal posto dei fiori, solo frutta e verdura e spazzatura con un piglio arciboldesco, qualche zombi, uno squarcio nel cielo, mentre Jimi Hendrix, questa volta in carne ed ossa, si faceva ritrarre vicino ad un Frank Zappa in minigonna.




La realizzazione del trasgressivo collage fu affidata a Cal Schenkel, stretto collaboratore visivo di Zappa per molte delle sue future copertine, mentre il fotografo Jerry Schatzberg immortalò i Mothers of Invention nel ripiegamento interno, sullo sfondo pieno di colore giallo brillante, senza alcun effetto speciale o particolare lente.


Sono appunti veloci, qualche suggestione, per un disco che, oggi come non mai, ci riguarda da vicino come l'altra faccia dell'impatto tecnologico nella folk art, seduzione musicale mai compiacente, forse integrante una complessità di fenomeni (non solo) popolari, e più semplicemente da riascoltare .


(I.V.)

Ascolta http://www.zappa.com/zapparadio/